DOMANDE
Le domande che ci fanno prima di provare.
Le raccogliamo dalle telefonate: sulla legge, sul primo shooting, sul metodo, sul tuo prodotto e su chi siamo, con le stesse risposte che diamo a voce. Quelle sui soldi le trovi in Prezzi.
SULLA LEGGE E SULLA RESPONSABILITÀ
Che cosa chiede la legge, e che cosa facciamo noi.
Che cosa vuol dire usare l'AI con responsabilità?
Per noi vuol dire quattro cose su ogni immagine: dichiarare che è generata, non usare il volto di nessuno, conservare il testo con cui è nata e mostrare il prodotto com’è. E una quinta, promettere solo quello che si può dimostrare: per questo, invece di scriverti che è tutto in regola, ti spieghiamo che cosa facciamo. AI Act e deepfake →
Come lavorate con l'AI Act?
Su ogni file la marcatura la mette il motore che genera l’immagine e noi la conserviamo; sopra aggiungiamo la sigla «AI», e nel registro restano il prompt, le foto allegate e la data. Puoi controllare tutto da solo, anche con il verificatore pubblico dello standard C2PA. AI Act e deepfake →
Se le immagini le genero io, chi risponde?
Dipende da chi fa che cosa. La marcatura nel file la legge la chiede a chi fornisce il sistema: la mette il motore che genera l’immagine e Photonico la conserva. L’etichetta la chiede a chi pubblica l’immagine, cioè a te, e in Photonico è sempre accesa. I diritti sulle foto che carichi li dichiari tu.
Cosa rischio?
Chi non marca o non dichiara un’immagine generata rischia fino a 15 milioni di euro o il 3% del fatturato (per le piccole e medie imprese vale la cifra più bassa). Chi diffonde senza consenso l’immagine alterata di una persona rischia da uno a cinque anni. Per un prodotto mostrato diverso da com’è, da 5.000 euro a 10 milioni.
La sigla «AI» va su tutte le immagini?
Sì. La mettiamo su ogni immagine, anche su quelle con il solo prodotto, insieme alla marcatura nel file.
Posso toglierla?
In Photonico si spegne solo scrivendo il motivo, che resta nel registro. Una volta pubblicata la foto, marcatura ed etichetta non vanno più tolte.
Le persone nelle foto sono vere?
No, sono modelle e modelli virtuali: nascono da una descrizione scritta tratto per tratto, senza partire da nessuna fotografia.
Posso darvi la foto di una persona vera come riferimento?
Sì, se la tua azienda ha la liberatoria scritta di quella persona per questo uso, con l’AI compresa. Senza liberatoria scritta non la usiamo, anche se la persona ti ha detto di sì a voce.
I miei clienti sapranno che sono fatte con l'AI?
Sì, perché ogni foto ha la sigla «AI» e la marcatura nel file. Nasconderlo sarebbe un rischio inutile, e a chi compra importa soprattutto che il prodotto sia quello vero.
E quando cambia la legge?
Aggiorniamo Photonico noi; se le foto le fai tu, l’aggiornamento è compreso nel canone.
Il mio avvocato può controllare?
Sì. Nella pagina sull’AI Act c’è una parte scritta per lui, con chi marca, chi etichetta, che cosa dichiari quando carichi e per quanto resta il registro; e il registro di ogni immagine te lo mostriamo quando vuoi.
SE È IL TUO PRIMO SHOOTING
Se non hai mai fatto uno shooting.
Non ho mai fatto uno shooting. Da dove comincio?
Da una telefonata di mezz’ora: ci racconti che cosa vendi e a chi, e da lì costruiamo insieme le tre cose che in una foto di moda qualcuno deve decidere, cioè chi porta il prodotto, come è vestito e dove. Si decidono una volta sola, all’inizio, e poi restano.
Non ho un grafico né un ufficio marketing. Chi lo usa?
Se in azienda non c’è nessuno che possa seguirle, le foto le facciamo noi: è il modo «Facciamo tutto noi». Se invece vuoi farle in casa, basta chi oggi carica i prodotti sul sito, perché non si scrivono prompt: si scelgono la modella o il modello, lo styling, il posto e l’inquadratura. Le prime volte lo facciamo insieme.
Che foto del prodotto servono?
Ne bastano tre per prodotto, anche fatte col telefono: di fronte, dall’alto o dal retro, e una in mano o indossato. E le misure in centimetri, o la taglia.
Non ho un ufficio legale. Chi mi dice cosa posso pubblicare?
Gran parte la fa Photonico: ogni file esce con la marcatura e la sigla «AI», e le foto di persone vere entrano solo con la loro liberatoria scritta. A te restano due regole, spiegate in parole semplici nella pagina sull’AI Act: carica solo foto di cui hai i diritti, e non togliere marcatura ed etichetta.
SUL METODO
Come lavoriamo, e perché così.
Perché non me le faccio da solo con un chatbot?
Per un’immagine sola, fattela pure: viene bene, non costa niente e ci metti due minuti. Il conto cambia alla ventesima, quando ti servono la stessa faccia, la stessa luce e il prodotto giusto in tutte, e cambia del tutto quando l’errore sta dove non te l’aspetti. Ti facciamo un esempio: le borse uscivano fino a due volte e mezzo la misura vera, e abbassare i centimetri nel testo non serviva a niente, perché a ingrandirle era la frase sull’inquadratura. Cose così si scoprono solo generando e misurando per mesi. La nota →
In cosa è diverso da uno strumento in abbonamento?
Uno strumento ti dà un account e da lì fai tutto da solo. Con Photonico si parte dal setup, preparato con te da chi lo fa di mestiere: il tuo cast, le tue location, i tuoi styling e i tuoi prodotti letti con le misure vere. Poi le foto le facciamo noi, oppure le fai tu e l’AI la paghi al costo, senza crediti da comprare.
E da un fornitore che mi fa le immagini?
Un fornitore ti consegna le immagini, ma il cast e le regole restano da lui, e per ogni foto nuova devi chiedere e aspettare. Con Photonico cast, posti e regole sono costruiti sul tuo brand, e scegli tu chi scatta: noi, guardando ogni immagine prima di consegnarla, oppure tu, anche sul prodotto arrivato stamattina.
Devo saper scrivere prompt?
No. Scegli come faresti su un set, cioè chi porta il prodotto, come è vestito, dove e con che luce, e il testo lo scrive Photonico; se vuoi, puoi leggerlo.
Quale intelligenza artificiale c'è sotto?
I modelli di Google e di OpenAI, più d’uno: per la bozza, la definitiva e il ritocco usiamo quello che oggi lavora meglio. Quando ne esce uno nuovo lo proviamo sui prodotti, e se regge lo mettiamo dentro Photonico, senza che cambi niente del tuo cast, delle tue location o del tuo modo di lavorare.
Da dove vengono modelle e modelli?
Da un’analisi di chi compra da te: li costruiamo su quella, tratto per tratto, invece di sceglierli da un catalogo di volti pronti. È la differenza fra un’immagine che potrebbe essere di chiunque e un’immagine che è tua, e conviene chiederlo a tutti quelli che ti propongono foto fatte con l’AI, noi compresi.
E se il cast non mi convince?
Allora non si scatta. Il provino serve proprio a questo: se qualcosa non torna lo dici a parole e lo correggiamo, finché non è la modella o il modello giusto. Vale anche per il posto e per i vestiti, e si scatta solo quando li hai approvati tutti e tre.
Chi mi dice quanto è grande il prodotto?
Te lo dice il metro: sotto ogni scatto trovi i centimetri dichiarati e quelli misurati in foto, così puoi controllarli tu.
SUL TUO PRODOTTO
Le domande sul tuo prodotto.
Il mio prodotto non è una borsa.
Dillo subito, così lo studiamo prima. Photonico si configura sulla tua famiglia di prodotto: le parti da controllare, i righelli, i gesti e le inquadrature. Su alcune famiglie abbiamo già misurato, sulle altre lo studio lo facciamo noi, sulle foto del tuo prodotto. Settori →
E se il prodotto esce sbagliato?
Può succedere, ed è per questo che si prova prima in bozza, che costa pochi centesimi. Sotto ogni scatto ci sono il metro e la verifica contro la scheda del prodotto: quello che non torna si corregge a parole, e in alta risoluzione va solo quello che hai approvato.
Posso cambiare una cosa in un'immagine già fatta?
Sì, basta dirlo a parole, per esempio «il manico deve vedersi sopra il bordo»: cambia quella cosa e il resto dell’immagine rimane com’è.
Fin dove arriva la personalizzazione?
Tutto quello che si vede nell’immagine si costruisce sul tuo brand: cast, location, styling, regole visive e prodotti. Quello che sta intorno, come formati, nomi dei file, giri di approvazione o viste particolari, lo costruiamo su richiesta e a preventivo. Un modello di AI addestrato solo per te, invece, non lo facciamo: usiamo i motori di Google e di OpenAI e scegliamo noi il migliore per ogni lavoro.
CHI SIAMO E COME SI LAVORA
Chi c’è dietro, e come si lavora insieme.
Chi c'è dietro Photonico?
Il gruppo KOM, agenzia di marketing che dal 2005 lavora con e-commerce e brand. Photonico è nato lì, lavorando per i clienti dell’agenzia, e poi ha preso un nome suo. Il contratto lo firmi con Komlab Srl Società Benefit. Chi siamo →
Chi controlla le immagini?
Se le foto le facciamo noi, una persona del nostro team, con nome e cognome, le guarda una per una prima di consegnartele, e quella che non passa non ti arriva. Se le fai tu, le controlli tu con gli strumenti di Photonico: il metro sotto ogni scatto e la verifica contro la scheda del prodotto. E quando hai un dubbio, ci chiami.
Potete farle voi al posto nostro?
Sì, è il primo dei due modi, «Facciamo tutto noi»: ci mandi le foto dei prodotti, approvi il cast, i posti e gli styling, e ricevi le foto già scelte, pagando solo quelle che approvi.
Posso cominciare con «Facciamo tutto noi» e poi farle io?
Sì, ed è la strada più comune. Il setup è lo stesso per tutti e due i modi, quindi cast, posti, styling e prodotti letti restano e cambia solo chi scatta. Vale anche al contrario, per una stagione in cui non hai tempo.
Quanto ci vuole?
Dipende dal prodotto, e te lo diciamo nella prima telefonata. L’analisi e il cast si fanno una volta sola, all’inizio.
Le immagini sono mie?
Sì.
Perché si chiama Photonico?
Perché in italiano una foto «fotonica» è una foto pazzesca, e lo sono le immagini che un set vero non potrebbe fare a nessun prezzo. Si scrive con la Ph e si pronuncia «fotonico».
Chi mi risponde?
Una persona del nostro team, con nome e cognome, in italiano: la stessa che ha preparato con te il setup.