COSA RISCHI · AI ACT E DEEPFAKE

Dal 2 agosto 2026 scatta l’AI Act.
Ma il rischio più serio è un reato.

L’AI Act chiede che un’immagine generata lo dica. Il codice penale punisce chi pubblica la foto di una persona cambiata con l’AI senza il suo consenso. Poi ci sono il codice del consumo e le regole dei marketplace. Photonico fa quattro cose su ogni foto: qui le vedi una per una, con la prova accanto.

Invece di dirti che è tutto in regola, ti mostriamo cosa facciamo, così puoi controllarlo da solo.

01Il codice penale

Una foto ritoccata con l’AI può costare da uno a cinque anni.

Dal 10 ottobre 2025 è reato: prendi la foto di una persona, la cambi con l’AI e la pubblichi senza il suo consenso. Se le procura un danno, la pena è da uno a cinque anni di reclusione.

Basta molto meno di un video falso su un politico: la modella della campagna scorsa, rivestita con l’AI coi capi nuovi, o l’influencer a cui metti in mano la tua borsa senza chiederglielo. Il reato lo commette chi pubblica, e anche chi l’immagine la consegna. Dal 30 settembre 2026 ne risponde anche l’azienda: fino a circa un milione di euro e, nei casi più gravi, il divieto di fare pubblicità.

Cosa facciamo

Il cast è fatto di personaggi di sintesi, e una persona vera entra solo con la sua liberatoria.

Le modelle e i modelli virtuali nascono da una descrizione scritta tratto per tratto, senza partire da una fotografia. Se vuoi lavorare con la tua modella, il tuo modello o un testimonial, usiamo le sue foto quando la tua azienda ha la sua liberatoria scritta per questo uso, con l’AI compresa. Senza liberatoria nessuna foto di persone entra in Photonico, nemmeno il ritratto di un’attrice o una foto presa da un profilo. Di un capo indossato prendiamo solo il capo.

Detto con precisione. Che un personaggio di sintesi non somigli per caso a qualcuno non si può garantire. Per questo togliamo alla radice le strade che portano a una somiglianza, e se una ci viene segnalata la verifichiamo e, se serve, ritiriamo l’immagine.

Scheda del castpersonaggio di sintesi
Edith, modella virtuale del cast: ritratto di tre quarti, capelli biondi raccolti, camicia di raso grigio antracite, fondo grigio
Modella virtuale
Edith
Nata da
una descrizione di 343 parole
Foto di persone usate
nessuna
Provini
4, fra cui scegliere
Nel registro dal
9 settembre 2026
«Il viso è ovale, leggermente allungato e piuttosto fine, con una struttura delicata ma abbastanza scolpita…»la prima riga della sua descrizione

Edith non esiste. Quando è nata non è entrata nessuna fotografia: solo parole.

02La marcatura

Ogni file dice che è generato, anche dove non lo vedi.

Una foto fatta con l’AI deve dirlo in due modi: a chi la guarda, con la sigla «AI» in un angolo, e alle macchine, con una marcatura digitale dentro il file. La marcatura la chiede l’articolo 50 dell’AI Act.

Dentro il file ci sono due segni che non si vedono. Il primo sono le credenziali di contenuto (lo standard C2PA), un certificato firmato che dice con quale sistema è nata l’immagine, e quando. Il secondo è una filigrana invisibile nei pixel, che resta anche se il file perde i suoi dati. Sono i due strati che chiede il Codice di buone pratiche della Commissione europea.

Le mette il motore che genera l’immagine; noi le conserviamo, e sopra mettiamo la sigla «AI». A te, quando pubblichi, resta una regola sola: non toglierle.

Controllalo tu

Due minuti, senza fidarti di noi.

Scarica la foto qui accanto e trascinala in Content Credentials Verify, il verificatore pubblico dello standard C2PA. Ti dice chi l’ha generata, con cosa e quando.

Perché conta. Se manca, si rischia fino a 15 milioni di euro o il 3% del fatturato; per le PMI vale la cifra più bassa. E per la Commissione europea anche una persona inventata, quando sembra vera, è un deepfake da dichiarare.

Detto con precisione. La filigrana resiste a molte modifiche, ma non a tutte. Le credenziali si perdono se il file passa da un programma che cancella i dati, come molti social quando ricomprimono le foto. Per questo servono tutte e due, insieme all’etichetta.

La tote in pelle cognac portata a spalla da una modella virtuale: il file com’è uscito dal motore, con le credenziali dentro
Dentro questo fileletto dal file vero
Credenziali C2PA
firmate da Google LLC
Come è nata
«Created by Google Generative AI»: immagine generata da un modello
Filigrana
«Applied imperceptible SynthID watermark»: invisibile, nei pixel
Ingredienti
5 immagini di partenza, registrate
Quando
9 settembre 2026
Etichetta
la sigla «AI» in un angolo, sulla foto

Una foto della tote, 1024 × 1024, com’è uscita dal motore. Le righe in inglese sono quelle scritte nel file.

03Il prompt

Il prompt di ogni foto, conservato parola per parola.

Ogni immagine nasce da un testo, e quel testo non si butta: lo conserviamo per intero finché dura il contratto, e per 12 mesi dopo. Insieme al testo restano le foto che gli sono state allegate, il motore che l’ha letto, la data e chi ha chiesto e approvato l’immagine.

La marcatura dice che un’immagine è generata; il prompt dice come. Se un marketplace, un cliente o un avvocato ti chiede com’è nata una foto, o se dentro c’è una persona vera, la risposta è lì: nero su bianco. E con lo stesso testo la scena si rifà domani.

Al 5 ottobre 2026, nell’archivio del mese di due progetti: 116 immagini, 116 prompt conservati.

Lo scatto di cui si legge il registro: una modella virtuale di profilo, in cappotto cammello, cammina con la clutch in camoscio bordeaux in mano, su fondo avorio
Lo scatto · scheda prodotto di una clutch, 9 settembre 2026. Qui sotto la sua voce del registro.
Una voce del registro11.813 caratteri
REGISTRO · scatto per la scheda prodotto
quando    9 settembre 2026, 20:40 UTC
file      …catalogo_003_20260909-204026.jpg
motore    gemini-3.1-flash-image · bozza · 1024 × 1024
allegati  5 · tre foto del prodotto, dall'archivio prodotti · due della modella virtuale, dal kit del Cast
prompt    11.813 caratteri, conservati per intero. Qui sotto i capitoli e qualche riga.

## WHAT TO MAKE
Produce ONE original photograph for a product page, shot today: you are the photographer and this is the frame you took. […]

## ATTACHED IMAGES
1 · the product to photograph, main view · source: product archive
[…]
4 · the model, portrait · source: Cast kit
5 · the model, full-length figure · source: Cast kit

## 1 · THE PRODUCT (images 1-3)
[…] ABSOLUTE PRODUCT FIDELITY - this outranks everything else in this prompt. The product photographs are the ground truth […]

## 2 · THE MODEL (images 4-5)
[…] This individual is a synthetic, AI-generated person. […]

## 3 · THE STYLING (the model's own photographs, images 4-5)
[…]

## 4 · THE STUDIO (written here, no image attached)
[…]

## 5 · THE SHOT
[…]

## 6 · TECHNICAL
[…]

## LAST INSTRUCTION
[…] Never invent, redesign or substitute the product: if you cannot fit the real one into the shot you were asked for, change the shot, never the product.
In viola: i capitoli del prompt. Il testo intero sta nel registro

04Il prodotto

Il prodotto in foto è quello che arriva, e lo misuriamo.

Il tuo prodotto lo leggiamo parte per parte, dalle tue foto e dalla scheda con le misure. Poi lo misuriamo in tempo reale: appena uno scatto è generato, il metro trova la testa della modella o del modello, alta circa 23 cm, e la usa come righello per il prodotto. Sotto lo scatto compaiono i centimetri della scheda e quelli in foto, e prima che una foto esca la confrontiamo con la scheda.

Una borsa più grande del vero, o con un manico in più, può essere una pratica commerciale ingannevole, con una sanzione da 5.000 euro a 10 milioni. Per la Commissione europea, poi, un prodotto mostrato diverso da com’è è un deepfake, e la sigla «AI» non lo sana.

Il metro su uno scatto: un riquadro giallo sulla testa del modello, 23 cm, fa da righello per il riquadro rosso sul corpo del borsone, 25,6 cm in foto contro 25 nella scheda
Il metro di questo scattook
Prodotto
borsa da viaggio
Righello
la testa: 23 cm dal mento alla sommità
Altezza in scheda
25 cm
Altezza in foto
25,6 cm
Scarto
+2%

In giallo la testa, che fa da righello; in rosso il corpo della borsa, manici esclusi. Il metro l’ha misurata 25 secondi dopo la generazione. Lo stesso scatto della pagina Il metro e il controllo.

COSA DICE LA LEGGE, IN BREVE

Le regole da conoscere, una per una.

La legge italiana sull’intelligenza artificiale (legge 132/2025)

Ha introdotto l’art. 612-quater del codice penale: chi procura un danno ingiusto a una persona cedendo, pubblicando o diffondendo senza il suo consenso immagini falsificate o alterate con l’AI, capaci di ingannare, rischia da uno a cinque anni. Dal 30 settembre 2026 ne può rispondere anche l’azienda (d.lgs. 160/2026). Cosa facciamo: il volto di una persona vera entra in Photonico solo con la sua liberatoria scritta, che copre anche l’uso con l’AI.

Il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale (AI Act)

Dal 2 agosto 2026 l’articolo 50 chiede a chi fornisce un sistema che genera immagini di marcarle in modo leggibile dalle macchine, e a chi diffonde un deepfake di dichiararlo. Deepfake, per il regolamento, è un’immagine che somiglia a persone, oggetti, luoghi o fatti esistenti e potrebbe passare per vera (art. 3, punto 60). Come si fa lo dice il Codice di buone pratiche della Commissione: due strati per la marcatura, e per l’etichetta un’icona con la sigla «AI». Le sanzioni arrivano a 15 milioni di euro o al 3% del fatturato mondiale; per le piccole e medie imprese vale la cifra più bassa. Cosa facciamo: la marcatura del motore resta nel file, e sopra c’è la sigla «AI».

Il diritto all’immagine e la protezione dei dati

Il volto è un dato personale: per usarlo servono una base giuridica e un consenso provabile, dato per quell’uso. Una spunta generica in un modulo non basta. Cosa facciamo: il cast è fatto di personaggi di sintesi, e per il volto di una persona vera ci serve la sua liberatoria scritta per questo uso.

Il codice del consumo

Mostrare un prodotto diverso da quello che arriva, nelle misure o nelle parti, può essere una pratica commerciale ingannevole: da 5.000 euro a 10 milioni. Cosa facciamo: il metro sotto ogni scatto, e la verifica contro la scheda del prodotto.

Le regole dei marketplace

Hanno regole proprie sulle immagini generate, e cambiano spesso. Cosa facciamo: nel setup guardiamo quelle dei marketplace dove pubblichi, e le riguardiamo quando cambiano.

Tutte le guide su AI Act, deepfake e immagini generate →

PER IL TUO UFFICIO LEGALE

Per il tuo ufficio legale, o per te, se non ne hai uno.

Il contratto lo firmi con Komlab Srl Società Benefit, del gruppo KOM, dal 2005. Per una risposta scritta su un punto preciso, scrivi a info@kom.online.

Segnalazioni. Se pensi che un’immagine uscita da Photonico usi qualcosa di tuo, o ti somigli, scrivi a info@kom.online: la verifichiamo e, se serve, la ritiriamo.

Prima o poi qualcuno ti farà queste domande, e qui le risposte le hai già.